Parco nazionale 5 terre
Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, inserito nell’elenco del patrimonio mondiale, ambientale e culturale dell’Unesco, offre caratteristiche ambientali e culturali da salvaguardare e valorizzare: coste a strapiombo sul mare con baie e spiaggette, migliaia di chilometri di muretti a secco a segnare i terrazzi per la coltivazione della vite, i caratteristici rustici, i borghi medievali, i santuari, i sentieri panoramici sul mare e sui pendii. Se si aggiungono poi i pregiati vini liguri, il pescato fresco, la cucina e l’artigianato tradizionale, si coglie il valore di questi luoghi.
il parco dell’uomo
Oltre ai sentieri che collegano i borghi delle Cinque Terre, è possibile percorrere itinerari ad anello che salgono verso i sentieri più alti, meno frequentati e più impegnativi per chilometri e dislivelli. Questi percorsi permettono di scoprire un volto più autentico del Parco Nazionale, tra boschi, borghi e santuari, lontano dal turismo di massa.
Partendo e tornando a uno dei borghi è inoltre possibile sfruttare il treno per visitare gli altri paesi. In alternativa, partendo dall’entroterra, si possono attraversare i boschi di castagno, scendere verso il mare e risalire attraverso piccoli borghi e santuari.
Gradi di difficoltà dell'escursionismo
T = Turistico – Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri. I percorsi generalmente non sono lunghi, non presentano alcun problema di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata.
E = Escursionisti – Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie…). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono l’attrezzatura descritta nella parte dedicata all’escursionismo ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.
EE = Escursionisti Esperti – sono intinerari generalmente segnalati ma con qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti). Pur essendo percorsi che non necessitano di particolare attrezzatura, si possono presentare tratti attrezzati se pur poco impegnativi. Richiedono una discreta conoscenza dall’ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una giornata di cammino abbastanza continuo.
EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura – Vengono indicati i percorsi attrezzati (o vie ferrate), richiedono l’uso dei dispositivi di autoassicurazione.
Anello di Riomaggiore
scarpe da trekking, giacca a vento, zaino | difficoltà: e
Il punto di partenza, “Colle del Telegrafo” si trova poco sopra il paese di Biassa , facilmente raggiungibile da La Spezia. Partendo da questo punto di snodo, dove diversi sentieri convergono, si scende dalla dorsale che divide la costa dall’entroterra verso il borgo di Riomaggiore.. Lasciati i castagneti ci si immerge nel classico paesaggio con terrazzamenti (in dialetto “i cian”), case sparse e piccoli borghi arrivando alla splendida vista sulla costa dal Santuario di Montenero arrivando infine a Riomaggiore. Dopo la visita al borgo risaliremo i pendii coltivati a vigneti e oliveti per ritornare nel bosco misto di pini e castagni percorrendo un pezzo di crinale particolarmente interessante per l’osservazione dei rapaci come Poiana o Gheppio, sempre presenti, o per quelli di passaggio durante le migrazioni, come il Biancone o il Falco Pecchiaiolo.
Anello di Monterosso
scarpe da trekking, giacca a vento, zaino | difficoltà: e
Questo anello bellissimo permette di apprezzare davvero tutti gli aspetti del paesaggio del Parco Nazionale: la parte rurale con le coltivazioni di oliveti, limoni, e vigneti sui loro muri a secco, le valli interne al limite dei vecchi castagneti, l’alta Via dei Santuari e anche una parte più naturale tra pineta e macchia mediterranea per arrivare al Promontorio che arriva a Punta Mesco ai ruderi del convento di Sant’Antonio per poi ridiscendere alla marina della spiaggia del Gigante. Un itinerario dai paesaggi differenti ad ogni passo che si può concludere prendendo il traghetto per vedere il resto della costa dal mare, oppure il treno per fermarsi agli altri paesi.